Sicurezza Informatica

La percezione della sicurezza informatica

Al giorno d’oggi ci sono innumerevoli motivi per cui ciascuno di noi può diventare un “target” di un attacco informatico. Intanto chi cerca di accedere ai sistemi non vuole, per forza di cose, colpire noi ma semplicemente spara nel mucchio sperando di colpire qualcuno. Ovviamente più il mucchio è ampio e più è facile catturare qualche preda.

Questo già è sufficiente ad smentire il concetto su cui i target più interessanti sono altri.

In ogni caso i motivi di interesse di accesso ad un qualsiasi dispositivo sono innumerevoli e vanno dall’utilizzo del dispositivo per un attacco informatico al furto dei dati, delle credenziali, dell’identità ed infine all’estorsione. Si capisce quindi che ogni dispositivo (cellulare, portatile o computer fisso) è un possibile target di interesse. Diventa quindi, fondamentale, considerare ogni possibile dispositivo come un veicolo di minacce ai server aziendali esattamente in controtendenza al modus operandi che, fino ad oggi , è fortemente legato al concetto di difesa perimetrale.

Un approccio alla sicurezza di questo tipo prevede indubbiamente che si parta da un concetto di rete insicura e in cui si individuino aree di maggiore o minore sicurezza a cui dare privilegi e percorsi in grado di garantire un complessivo livello di sicurezza a tutto l’ambiente di lavoro aziendale. In sostanza se si deve pensare ad un Computer Fisso in rete si dovrà avere, necessariamente, un approccio diverso rispetto ad un portatile o ad un cellulare. Questo perché il computer fisso è stanziale e quindi è sottoposto a rischi minori solo per questo. Un computer portatile, invece, per il solo fatto di essere uno strumento in movimento potrebbe venire in contatto con una serie di pericoli che poi possono essere trasmessi alla rete interna. Sia ben chiaro però che la risposta non può essere, oggi, non usiamo i portatili, ma semplicemente a livello di progettazione della rete si deve essere consapevoli di questo fatto e, quindi, si deve tener conto del fatto che questi apparati hanno maggiormente bisogno di controllo rispetto ad altri.

Un discorso analogo con ulteriori complicanze va fatto per i cellulari i quali hanno una maggiore mobilità e una minore sicurezza in quanto possono più facilmente venire persi, manomessi e su cui non è possibile configurare livelli di accesso amministrativi. I normali smartphone diventano quindi delle naturali teste di ponte che consentono l’accesso in controllo remoto a tutto ciò che questi dispositivi incontrano a livello di rete.

In questo ambito a mio modesto parare al di là dello strumento tecnico, che va comunque in ogni caso messo in campo, conta anche e sopratutto una buona formazione agli utilizzatori e una buona progettazione dei percorsi e degli accessi a cui ogni singolo dispositivo (tenendo conto della diversità degli stessi) può accedere.